lunedì 28 ottobre 2013

Zafferano in Salento

Zafferano salentino
Oggi, 28 ottobre 2013, i bulbi di zafferano interrati lo scorso anno hanno offerto per la seconda volta il loro spettacolo: sono nati i primi quattro fiori, offrendoci il loro inebriante profumo.
Li ho raccolti e portati a casa.
Ho staccato delicatamente gli stimmi rossi e li ho messi in infusione in una tazza di acqua calda (non bollente!). Subito hanno cominciato a liberare il loro colore dorato.
Con questo infuso ho deciso di preparare una buonissima vellutata di zafferano con questa ricetta.

lunedì 26 agosto 2013

Cumentu vecchiu

Passeggiando per le stradine di Sternatia incontriamo, spesso, case ormai disabitate, ridotte un po' in rovina. Sono case del centro storico, ma anche case più periferiche, che non sono meno antiche.
Una di queste non è quasi più visibile dalla strada: lo spazio antistante è quasi completamente coperto dalla vegetazione che regna indisturbata e si fa spazio tra la terra e le pietre, arrivando a tratti fin dentro casa.

Questa non è solo una casa molto vecchia. E' quel che resta di un antico convento sicuramente antecedente al XVI secolo, conosciuto nella tradizione sternatese come "Cumentu vecchiu".

sabato 2 marzo 2013

Chicco Rizzo, sui passi del viandante

Massima espressione del Salento rurale sono le masserie, "piccole" fortezze agricole dove storicamente si produceva di tutto per il fabbisogno della comunità che lì lavorava e viveva.
Molte testimonianze sono ormai completamente abbandonate, affidate all'opera di cancellazione del tempo atmosferico e cronologico.
All'estremo opposto troviamo quelle che sono state "recuperate" con molta fantasia (e violenza) per farne resort di lusso.
Ma la virtù sta nel mezzo. E allora esistono, per fortuna, esempi virtuosi di recupero fedele alla storia, dove il riutilizzo della masseria in chiave nuova è fatto con attenzione e buon senso.

martedì 5 febbraio 2013

Calendule salentine

Turismo Rurale Salento Puglia
orizzonte di calendule
Sole come a primavera, in questo febbraio odoroso di erba fresca.
Seguo il sentiero percorso dalle pecore al pascolo; calpesto la terra pulita dai cento passi dell'esercito pacifico.
Alzo lo sguardo, e quello che vedo è abbagliante: un mare di calendule color arancio acceso si rivolge verso il Sole, sfidandone la luminosità. Come piccoli girasoli, si aprono col primo raggio del mattino, e sprigionano luce fino a sera, quando si riposano al calar del sole.

lunedì 14 gennaio 2013

Verde ai piedi dei giganti

olivo nell'uliveto con l'erba
La raccolta delle olive è quasi terminata. Il raccolto è stato abbondante, e per qualcuno continua ancora. Ammiro gli uliveti, protagonisti dell'agricoltura di questo periodo. Gli alberi si ergono, maestosi, come vecchi giganti d'argento. Ai loro piedi, spesso, è steso un telo dove si raccolgono le olive cadute dai rami in alto. Tutti i frutti sono preziosi, ed è importante che nessuno vada sprecato.
Sono felice nel vedere tutto questo verde.

venerdì 21 dicembre 2012

Acaya dorata


Borgo di Acaya - affacciato sul fossato
A pochi passi da Lecce, un piccolissimo borgo medievale, ancora immune all'invasione dei turisti, si apre al di là dell'arco d'ingresso: Acaya, frazione del comune di Vernole.
Sant'Oronzo, sulla sommità dell'arco, benedice chi vi entra, oggi come centinaia di anni fa.
Il tempo scorre ovunque, ma qui sembra essersi fermato.

mercoledì 19 dicembre 2012

Che tempo farà il prossimo anno?

Tanti anni fa, quando non esisteva ilmeteo.it e nemmeno le previsioni del tempo in TV, la saggezza contadina aveva elaborato un metodo "quasi" infallibile per sapere come sarebbe stato l'anno successivo.
Potete provare anche voi!
Il conto ha inizio il magico giorno di Santa Lucia, festa cristiana che si intreccia con la festa della Luce, di origini pagane. Questo è il giorno più corto dell'anno, in cui il popolo contadino, sin da tempi remoti, ha aiutato il sole a riaccendersi, a rinvigorirsi, per rendere le giornate più lunghe e permettere l'arrivo del calore primaverile. Ha fatto questo con l'accensione rituale di fuochi, con falò e fiammelle, tradizioni che si ripetono, quasi imperturbabili, fino ai nostri giorni, in molti paesi.

E' legato a questo giorno il proverbio: "De Santa Lucia a Natale non scinde e non sale. De Natale a la Strina crisce lu pede della caddhina", per indicare che le ore di luce stentano ad aumentare da l 13 al 25 dicembre ma poi, dopo Natale, il giorno comincia ad avere la meglio sulla notte.
I dodici giorni da S. Lucia a Natale si caricano, quindi, di un significato magico, che li renderebbe capaci di indicarci le condizioni atmosferiche di ogni singolo mese dell'anno successivo.
Così, il giorno dopo S. Lucia, cioè il 14 dicembre, rappresenterebbe il mese di gennaio;
il 15 dicembre rappresenterebbe febbraio;
il 16 dicembre, invece, sarebbe marzo... E così via fino al 25 dicembre, che coinciderebbe con il mese di dicembre dell'anno successivo.