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venerdì 12 giugno 2015

Papagna style


Chi è salentino ha usato o ha sentito l'espressione "Me cala la papagna".
Vuol dire che ci si sente addormentati, con i riflessi rallentati. Ma da dove deriva questo modo di dire?
Semplicemente dagli effetti della papagna, ossia la pianta del Papaver Somniferum.
Oggi è molto difficile trovare questo fiore, ma fino a qualche decennio fa era molto diffuso nel nostro Salento ed era frequentemente usato dalle famiglie contadine.
Ho già parlato in un vecchio post  della ricetta per preparare un ottimo infuso contro la tosse e i malanni invernali. Erano diffusi anche altri usi: ad esempio, si usava per combattere l'insonnia e, soprattutto, per far calmare i bambini troppo vivaci.
In questi casi bastavano poche gocce per preparare il "pupillo" o "pupeddha", un ciuccio d'altri tempi fatto di mollica di pane, acqua e zucchero avvolti in un fazzoletto. E il bambino, succhiandolo, dormiva beatamente, lasciando liberi i genitori e gli altri adulti di lavorare in campagna o di occuparsi delle faccende domestiche.
L'infuso era usato anche per combattere il mal di testa e i dolori mestruali. Insomma, per fare un paragone, se la camomilla era la "moment" dei nonni, la papagna era la "moment act". Molto più potente.
Credo che questi antichi saperi non debbano perdersi. E' nostro dovere preservare la cultura dei nostri Padri.
Se vedete un bellissimo papavero rosa, non coglietelo e non distruggetelo. Aspettate che si secchi ed aiutate la Natura a diffondere i suoi semi, per far nascere nuove piantine.

Papagna in fiore

Capocchie di papagna





mercoledì 19 dicembre 2012

Che tempo farà il prossimo anno?

Tanti anni fa, quando non esisteva ilmeteo.it e nemmeno le previsioni del tempo in TV, la saggezza contadina aveva elaborato un metodo "quasi" infallibile per sapere come sarebbe stato l'anno successivo.
Potete provare anche voi!
Il conto ha inizio il magico giorno di Santa Lucia, festa cristiana che si intreccia con la festa della Luce, di origini pagane. Questo è il giorno più corto dell'anno, in cui il popolo contadino, sin da tempi remoti, ha aiutato il sole a riaccendersi, a rinvigorirsi, per rendere le giornate più lunghe e permettere l'arrivo del calore primaverile. Ha fatto questo con l'accensione rituale di fuochi, con falò e fiammelle, tradizioni che si ripetono, quasi imperturbabili, fino ai nostri giorni, in molti paesi.

E' legato a questo giorno il proverbio: "De Santa Lucia a Natale non scinde e non sale. De Natale a la Strina crisce lu pede della caddhina", per indicare che le ore di luce stentano ad aumentare da l 13 al 25 dicembre ma poi, dopo Natale, il giorno comincia ad avere la meglio sulla notte.
I dodici giorni da S. Lucia a Natale si caricano, quindi, di un significato magico, che li renderebbe capaci di indicarci le condizioni atmosferiche di ogni singolo mese dell'anno successivo.
Così, il giorno dopo S. Lucia, cioè il 14 dicembre, rappresenterebbe il mese di gennaio;
il 15 dicembre rappresenterebbe febbraio;
il 16 dicembre, invece, sarebbe marzo... E così via fino al 25 dicembre, che coinciderebbe con il mese di dicembre dell'anno successivo.