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venerdì 12 giugno 2015

Papagna style


Chi è salentino ha usato o ha sentito l'espressione "Me cala la papagna".
Vuol dire che ci si sente addormentati, con i riflessi rallentati. Ma da dove deriva questo modo di dire?
Semplicemente dagli effetti della papagna, ossia la pianta del Papaver Somniferum.
Oggi è molto difficile trovare questo fiore, ma fino a qualche decennio fa era molto diffuso nel nostro Salento ed era frequentemente usato dalle famiglie contadine.
Ho già parlato in un vecchio post  della ricetta per preparare un ottimo infuso contro la tosse e i malanni invernali. Erano diffusi anche altri usi: ad esempio, si usava per combattere l'insonnia e, soprattutto, per far calmare i bambini troppo vivaci.
In questi casi bastavano poche gocce per preparare il "pupillo" o "pupeddha", un ciuccio d'altri tempi fatto di mollica di pane, acqua e zucchero avvolti in un fazzoletto. E il bambino, succhiandolo, dormiva beatamente, lasciando liberi i genitori e gli altri adulti di lavorare in campagna o di occuparsi delle faccende domestiche.
L'infuso era usato anche per combattere il mal di testa e i dolori mestruali. Insomma, per fare un paragone, se la camomilla era la "moment" dei nonni, la papagna era la "moment act". Molto più potente.
Credo che questi antichi saperi non debbano perdersi. E' nostro dovere preservare la cultura dei nostri Padri.
Se vedete un bellissimo papavero rosa, non coglietelo e non distruggetelo. Aspettate che si secchi ed aiutate la Natura a diffondere i suoi semi, per far nascere nuove piantine.

Papagna in fiore

Capocchie di papagna





venerdì 21 dicembre 2012

Acaya dorata


Borgo di Acaya - affacciato sul fossato
A pochi passi da Lecce, un piccolissimo borgo medievale, ancora immune all'invasione dei turisti, si apre al di là dell'arco d'ingresso: Acaya, frazione del comune di Vernole.
Sant'Oronzo, sulla sommità dell'arco, benedice chi vi entra, oggi come centinaia di anni fa.
Il tempo scorre ovunque, ma qui sembra essersi fermato.

venerdì 5 ottobre 2012

Salento d'Autunno

La Campagna Salentina trova la sua massima espressione in autunno.
Perchè autunno vuol dire lentezza, calma, equilibrio.
E anche Salento vuol dire lentezza, calma, equilibrio.
Ecco perchè l'autunno è il periodo migliore per visitare questo angolo d'Italia e scoprirne la vera essenza, fuori dal sovraffollamento estivo e dalla calura asfissiante.

domenica 2 settembre 2012

Fantasie lauretane


"Specchio della santità divina,
 Sede della Sapienza,
Causa della nostra letizia,
Tempio dello Spirito Santo,
Tabernacolo dell'eterna gloria,
Dimora tutta consacrata a Dio,
Rosa mistica,
Torre di Davide,
Torre d'avorio,
Casa d'oro,
Arca dell'alleanza,
Porta del cielo..."
Affresco - Chiesa Madonna degli Angeli - Sternatia
Sono state le litanie lauretane ad ispirare la realizzazione di questo affresco della chiesetta rurale dedicata alla Madonna degli Angeli.
In basso a destra, compiaciuto, un monaco a mani giunte osserva l'opera compiuta.
Di sicuro il monaco è realmente esistito e ha vissuto, pregato, celebrato la S.Messa, proprio in quella chiesetta.

mercoledì 22 agosto 2012

Acqua ritrovata

Paesaggio di pietre. Paesaggio spietrato.
Pietra diventata muretto a secco. Pietra diventata specchia. Pietra diventata amica.
Il Salento conserva, nelle sue architetture rurali, le tracce della sua alleanza con la siccità.
E' bello vedere come i miei antenati siano riusciti ad irrigare i campi grazie alle pietre, proprio quell'elemento che, a prima vista, sembrerebbe costituire solo o soprattutto un ostacolo alla vita; vedere come sia possibile mutare a proprio favore le condizioni di svantaggio.

cumuli di pietre nella campagna salentina
Oltre a proteggere le fragili colture al vento e dal caldo, i muretti a secco hanno permesso di condensare l'umidità della notte (e anche quella asfissiante dello Scirocco) in benefiche gocce d'acqua e di filtrare l'acqua piovana, limitandone la dispersione nel terreno, a godimento della flora e della fauna che, lì intorno, vive rigogliosa anche in estate. 

giovedì 16 agosto 2012

San Rocco Salentino

Statua di San Rocco venerato a Sternatia

E' raffigurato in veste di pellegrino, con cappello a larghe falde, per proteggere meglio dalla pioggia, un bastone (detto "bordone") con attaccata una zucca che serviva come borraccia; un mantello corto (chiamato proprio "sanrocchino"), una o più conchiglie per attingere l'acqua dei fiumi, una bisaccia a tracolla.
San Rocco è senza dubbio il santo più popolare dell'Europa Cristiana dal XIV al XIX secolo - complice l'apocalittico flagello della peste che ha messo in ginocchio e spopolato il continente per 500 anni.
La sua biografia si lascia circoscrivere in pochi tratti: di lui possiamo solo dire che era un uomo ricco, che ha lasciato tutti i suoi averi ai poveri per farsi pellegrino, che ha soccorso i malati di peste, ne ha guariti molti per misteriose capacità taumaturgiche ed è poi morto giovane, dopo un'ingiusta prigionia.

martedì 14 agosto 2012

Perchè visitare il Salento Rurale a passo di pecora

Passeggio per le strade di campagna. Spesso si tratta ancora di antichi tratturi, rimasti inalterati nel tempo. A volte, sono calpestati solo dalle pecore che, gentilmente, provvedono a mantenere puliti i bordi della strada, cibandosi instancabilmente di ogni erba commestibile che incontrino nel loro cammino.
E' così che la campagna salentina dischiude le sue più vere bellezze: a passo di pecora.
Lento, a piedi e in compagnia.